Good Luck Girls: ingiustizia sociale, pregiudizio nel selvaggio west

Scritto da:
Redazione BookToBook
26 Giu 2020

Inserire tematiche di razzismo, pregiudizio e ingiustizia in un fantasy funziona e rende il tutto più reale e inteso. Lo sa bene Charlotte Nicole Davis autrice di Good Luck Girls.
Come Tomi Adeyemi in Figli di sangue e di ossaCharlotte crea un’ambientazione fuori dal comune: stavolta non siamo nel Nord Africa, ma ci troviamo nel selvaggio west. 

Quando Charlotte Nicole Davis iniziò a scrivere Good Luck Girls, si era preposta un obiettivo: quello di scrivere un fantasy che mettesse in evidenza le ingiustizie del razzismo e dei pregiudizi, ma soprattutto del sessismo.
Le nostre protagoniste Aster, Clementine, Mallow, Tansy e Violet, sono ragazze della Buona Fortuna. In realtà, quello che non tutti sanno, è che non sono per niente fortunate.

Good Luck Girls

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Cosa succede davvero nella Casa di Benvenuto di Good Luck Girls

Vendute ancora bambine a una Casa di Benvenuto, sono state marchiate con un tatuaggio maledetto e intrappolate in una vita che mai avrebbero scelto. Essere l’oggetto del desiderio di persone che non hanno rispetto per te è qualcosa che queste ragazze non riescono e non riusciranno mai a superare.

Quando una di loro uccide accidentalmente un “ganzo”– un uomo che aveva pagato per passare una notte con lei – per legittima difesa, fuggono tutte insieme alla ricerca di Lady Ghost. Un viaggio pericolo alla ricerca della libertà, della giustizia e della vendetta, in un mondo che ha negato loro ogni diritto.

Sul loro cammino però incontrano Zee, un ranger che scappa da un passato atroce quanto il loro, che è alla ricerca delle sue sorelline. Sarà proprio lui, sacrificando tutto e innamorandosi, a seguirle fin dove alloggia la libertà e la speranza di una vita diversa.

Lui è l’unico personaggio maschile protagonista che contrasta tutti i ganzi che hanno usato le ragazze e le hanno spezzate.

«Nella vita reale, essere un cowboy era un lavoro da poveri. Erano principalmente immigrati e persone di colore. Quindi l’idea che fossero tutti questi bei tipi bianchi di Hollywood John Wayne è storicamente inaccurata. Erano soprattutto persone povere che cercavano di fare soldi. C’è una lunga storia di cowboy neri e indigeni che non riusciamo a vedere.»

Le ragazze della Buona Fortuna e il pregiudizio sociale

Il viaggio intrapreso dalle ragazze non è solamente di fantasia, gli ostacoli rappresentano nel contesto un rimando alla realtà. In particolare, verso il disprezzo degli uomini che si sentono superiori e che disdegnano tutti quelli che non sono come loro.

Il pregiudizio è qualcosa che ti marchia, a fondo, soprattutto se è un pregiudizio sociale. E lo sanno bene queste ragazze della Buona Fortuna.

Siamo in un mondo diviso tra coloro che hanno l’ombra e coloro che non la possiedono, come un marcatore di razza. Ispirato alle leggende di vampiri e demoni, è un ulteriore elemento per indagare i problemi razziali, senza però inserire elementi riguardanti il loro colore della pelle.

«Hai personaggi neri ma non affrontano l’oscurità. La loro razza si basa sul fatto che tu abbia o meno un’ombra. Quindi affronta questi problemi, ma consente comunque ai lettori di godersi il divertimento di essere in fuga e di essere in un western.»

Il mondo creato in Good Luck Girls ha un legame molto forte con gli spiriti, che popolano la regione in modo massiccio.
Ci sono i Serafanti, spiriti benevoli degli antenati che tornavano nella terra dei vivi per far loro da guida; i Rimanenti, spiriti intrappolati nella terra dei vivi perché non erano ancora pronti a cambiare dimora; infine i Vendicanti, spiriti generati dalle vibrazioni di angoscia che un’anima tormentata emette subito dopo la morte.

Aster avrà sempre paura di lasciarsi assorbire da quell’angoscia, da quella rabbia che la tiene in vita e che le ha permesso di fuggire da quella prigionia infiocchettata e ingannevole che era la Casa di Benvenuto.

Una miriade di temi si intrecciano in Good Luck Girls, emozionando. Il lettore si immedesima, riflette sul messaggio che Charlotte Nicole Davis vuole lanciare, vuole denunciare. C’è ancora tanto da fare e da cambiare in un mondo in cui sono ancora attuali il sessismo, il razzismo e l’ingiustizia.

“Ci sono alcune cose in Occidente che le ragazze e soprattutto le ragazze di colore non riescono a fare nei libri. Volevo davvero che ci vedessero fare [loro] “. Con l’omicidio precoce, le rapine in autostrada, un po ‘di romanticismo leggero e le molte altre avventure affrontate da queste ragazze della buona fortuna – come lettore, ha sicuramente realizzato questo. 

Un libro autoconclusivo che merita di essere letto, consumato, assorbito.

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