Youth – La giovinezza: lo scorrere del tempo visto (e scritto) da Paolo Sorrentino

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Redazione BookToBook
21 Mag 2015

https://www.youtube.com/watch?v=mHnQNyI2ino

Quando hai in curriculum un Oscar al miglior film straniero (vinto insieme ad altri numerosi premi da La grande bellezza) e una serie di pellicole dal respiro internazionale come Il divo e This Must Be the Place, è normale che si crei una certa eccitazione intorno al tuo nuovo film. Finalmente Youth – La giovinezza, l’ultimo lavoro di Paolo Sorrentino, è arrivato: prima a Cannes e poi in tutte le sale, con un ricco cast che include – oltre al protagonista Michael Caine – Harvey Keitel, Rachel Weisz, Paul Dano e Jane Fonda. Il trailer può darti una prima idea di quello che puoi trovare al cinema.

Ma La giovinezza è anche in libreria, ed è uno di quei titoli che ti faranno sentire come al cinema: l’avventura di due amici ormai ottantenni, Fred e Mick, che sfidano il passare del tempo.

«Dell’infanzia non mi ricordo proprio niente. Solo una cosa continuo a ricordarla.»
«Quale?»
«Il momento preciso in cui ho imparato ad andare in bicicletta. Sarò banale, ma che felicità! Proprio la felicità! E stamattina, come per incanto, per la prima volta, mi sono ricordato anche il momento successivo.»
«Il momento in cui sei caduto.»
«Come cazzo fai a saperlo?»
«È stato così per tutti. Impari a fare una cosa, sei felice, e ti dimentichi di frenare.»

Fred è un compositore e direttore d’orchestra al quale viene proposto di tornare sulle scene. Mick è un regista che sta finendo di scrivere quello che pensa sarà il suo ultimo film importante. Insieme trascorrono le giornate in un hotel di lusso, ricordando il passato, parlando dei figli e riflettendo sulle loro esistenze.

Se il Sorrentino regista è una garanzia, il Sorrentino scrittore non è da meno: finalista al Premio Strega con Hanno tutti ragione, conferma le sue qualità di narratore sulla pagina e sullo schermo. La giovinezza offre la sua personale visione (anzi: quella di Fred e Mick) del futuro.

«Sai una cosa Mick?»
«Cosa?»
«Io e te, secondo me, non moriremo mai.»

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