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13 . 06 . 2016

La prima volta non si scorda mai: 4 romanzi d’esordio straordinari

I primi romanzi di alcuni brillanti autori stranieri da non perdere di vista

I migliori romanzi d'esordio

Ad alcuni primi romanzi di particolare bellezza capita di avere storie editoriali all’altezza del loro valore letterario. È quello che è successo ai libri dei quattro autori che ti presentiamo: dai premi prestigiosi all’entusiasmo di scrittori leggendari, scopri queste vere e proprie fiabe editoriali, e facci sapere di quale leggerai le prime pagine!

Loney

A parte un paio di raccolte di racconti, fino a non molto tempo fa Andrew Michael Hurley era ancora da considerarsi un autore esordiente. Il suo primo romanzo, Loney, uscì nel 2014 in un’edizione limitata di 300 copie per Tartarus Press, ma si fa notare quando Hodder and Stoughton decide di ripubblicarlo l’anno successivo. E si fa notare sonoramente, vincendo sia il Costa First Novel Award sia il British Book Industry nella stessa categoria, proprio nel 2015. Leggendolo Stephen King ha detto: «Non è solo un buon libro, è strepitoso. Una storia straordinaria».

Mai avuto una famiglia

Bill Clegg non è un esordiente in senso stretto – è autore di due memoir, Ritratto di un tossico da giovane, pubblicato in Italia da Einaudi e 90 giorni da Il Saggiatore –, ma Mai avuto una famiglia è il suo esordio nella narrativa. La sua storia editoriale è avvincente quasi come un romanzo: agente letterario di fama, Clegg era conteso da ben quattro editori, come racconta un articolo sul New York Times. Non a caso, quindi, nel 2015 è rientrato nella longlist del Man Booker Prize. Michael Cunningam ha detto: «La forza, l’ampiezza e il raggio di questa storia vi prenderanno fin dalle prime righe per tenervi stretti fino all’ultima. Non ricordo un altro romanzo che intrecci con tanta naturalezza una voce lirica e ricca di sfumature con un’implacabile visione tragica».

Preparativi per la prossima vita

Possiamo considerarlo un figlio d’arte: Atticus Lish, che esordisce nella narrativa con Preparativi per la prossima vita, è cresciuto nel mondo della letteratura grazie al padre, Gordon Lish, editor leggendario di Raymond Carver. Atticus ha lavorato per molti anni come traduttore dal cinese mandarino, e ha insegnato inglese per un anno in una città della Cina del Nord: da questo universo ha preso spunto per la creazione della protagonista femminile e la scrittura di Preparativi per la prossima vita, lavoro che lo ha tenuto impegnato per ben cinque anni. Vincitore del PEN/Faulkner Award for Fiction, è stato definito da The Guardian come «un libro profondamente politico».

Lilly e il polipo

Steven Rowley era intento a lavorare alla sua carriera di sceneggiatore ancora agli inizi, quando Simon & Schuster si è presentata per un’acquisizione lampo del suo primo romanzo, Lily e il polipo, per il quale stava considerando il self publishing. Su Publishers Weekly definiscono questa vicenda editoriale come una fiaba a lieto fine, con un libro in aspettato che tutto a un tratto diventa un titolo di punta di un grande editore. Patrick Ness ha detto: «Per me è il miglior libro dell’anno: spassoso, straziante. Piangerete di sicuro, e lo amerete».

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Redazione BookToBook

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