E se il rimedio perfetto per ogni male fosse un distillato di Muro di Berlino?

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Redazione BookToBook
08 Nov 2019

Cosa c’entra il Muro di Berlino con l’omeopatia?

Sebbene possa sembrare una balla mortale, le due questioni sono più connesse di quanto si pensi.

A raccontare questa incredibile vicenda ci pensa il debunker medico per eccellenza: Roberto Burioni.

Burioni omeopatia

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Una diluizione infinitesimale di Muro di Berlino

il testo che segue è stato scritto da Roberto Burioni


Immaginiamo di svegliarci e chiamare un amico, ma il telefono non funziona, e se funziona è controllato dai servizi segreti. Accendiamo la radio ma c’è solo un canale, proviamo con la televisione ma anche in quel caso la stazione è unica e ancora non ha iniziato le trasmissioni.

Usciamo di casa per raggiungere delle persone; sappiamo che poco lontano c’è un mondo ricco e pieno di cose belle, di colori, di amici, di divertimenti, di spettacoli e musica. Vogliamo andarcene fuggendo dal nostro luogo triste, monotono e grigio, ma qualcosa ci ferma e non possiamo proseguire.

Siamo frustrati: ci sentiamo in una terra straniera, tetra, dalla quale non possiamo scappare e nella quale non possiamo neanche sfogarci a parole, perché siamo tutti sorvegliati e controllati.

Bene, direi che ci siamo quasi.

Se riuscissimo a identificare cosa provoca tutto questo, saremmo sulla giusta strada – strada omeopatica, ovviamente – per guarire Anna. Lo scenario che abbiamo immaginato non è molto diverso dai sintomi e dai sentimenti che la paziente sta provando. Basterebbe avere questo composto e diluirlo immensamente per ottenere una cura omeopatica efficace. Per fortuna, grazie all’intelligenza degli omeopati, il composto è stato identificato ed è proprio quello che il medico ha utilizzato – infinitamente diluito – per trattare con successo la malattia di Anna.

Ma qual è questa sostanza che fa (anzi faceva) sentire le persone chiuse, oppresse, bloccate, sorvegliate, ostacolate nei loro desideri?

Cosa tratteneva gli individui dallo scappare, viaggiare, vedere amici, percorrere il mondo in piena libertà?

Che cosa, dunque, rendeva reale questa nostra fantasia? Se ci pensate, la risposta è piuttosto semplice.

Il Muro di Berlino.

Avete letto bene, il Muro di Berlino. Quel muro costruito in una notte nel 1961 e abbattuto nel 1989, che per ventotto anni ha tenuto separati famiglie, amici, amanti e ha oppresso gli abitanti della Germania dell’Est, imprigionandoli in una dittatura.

Una diluizione infinitesimale di Muro di Berlino è quello che ha «guarito» questa donna (a proposito: la signora sta veramente meglio. Quindi l’omeopatia funziona? Ne riparleremo). Un preparato omeopatico che anch’io ho acquistato da un negozio specializzato e che ho qui sulla mia scrivania mentre sto scrivendo questo libro. Nel caso mi sentissi chiuso, oppresso, ostacolato, ho la soluzione.

Il simile cura il simile.

Posso assumere Muro di Berlino. E certamente guarirò. Muro di Berlino infinitamente diluito. Siccome dovevo pagarmi la spedizione, ho anche ordinato preparati a base di Muraglia Cinese e Vallo di Adriano.

Considerando che il simile cura il simile, siccome la Muraglia Cinese serviva a tenere lontani i feroci mongoli e il Vallo di Adriano tratteneva gli irriducibili pitti, dovrebbero essere utili ai barbari che si sentono oppressi dalla vita moderna, ma chi sono i barbari dei giorni nostri?

I selvaggi ricoperti di pelle non ci sono più, però ci sono omeopati che curano pazienti con queste preparazioni e farmacisti che le vendono (a me le hanno vendute, anche senza prescrizione!).

E pensare che qualcuno ha il coraggio di affermare che l’omeopatia è una cosa poco seria.

Secondo me, arrivati a questo punto, state pensando che la storia del preparato omeopatico a base di Muro di Berlino diluito sia un’esagerazione.

Invece no, questo preparato e anche quelli che contengono il Vallo di Adriano e la Grande Muraglia Cinese esistono veramente, ed è vera la storia che vi ho raccontato.

Se pensate che questo sia surreale, sappiate che ancora non avete visto niente.

Se c’è una cosa che non manca agli omeopati è la fantasia.

Per approfondire