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20 . 01 . 2020

Massimiliano Virgilio racconta Le creature

Massimiliano Virgilio Le creature

Li chiamava “i fantasimini”, come le calze sottili che si indossano d’estate, invisibili come quei ragazzi che in cambio di un letto pagavano un mensile e aspettavano il ritorno dei genitori.

Han, Dimitri, Ismail, Nina, sono ragazzi di colore diverso, “di nessuna razza se non quella dei ragazzi, ciascuno col suo dolore nel cuore e mille cicatrici sul passato”.

Vivono alla periferia di Napoli, su  uno stradone puzzolente,  in attesa che chi li ha lasciati in custodia a una donna che si fa chiamare la leonessa vada a riprenderli.

Sono invisibili, emarginati e marginali. Ne vedono tante di cose brutte, e si arrabattano come possono per sopravvivere.

Ragazzi così esistono davvero e alla periferia di Napoli ci sono delle case che li ospitano.

Dopo il successo ottenuto con L’americanoMassimiliano Virgilio torna a raccontare la sua Napoli con un romanzo che non fa sconti alla realtà, dalle tinte forti e decise come la vita dei suoi personaggi.

In libreria dal 28 gennaio.

 

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Massimilano Virgilio racconta Le creature

Quando ho scoperto che alla periferia di Napoli esistevano delle case in cui vivevano bambini figli di migranti, invisibili senza documenti, di cui i genitori non potevano occuparsi, ho deciso di raccontare questa storia.

Incontrai uno di questi ragazzi, chiamati i “fantasmini” (come le calze sottili e invisibili che spesso si indossano d’estate) e mi resi subito conto di quanto fosse scollegato da tutto il resto, dalla sua comunità cinese, dai suoi genitori che si erano lasciati, da noi italiani.

Eppure, in un certo senso, ho sentito subito come il suo smarrimento fosse collegato al mio, che il suo dolore fosse collegato a quello di tutti gli altri ragazzi, italiani e no, a cui stiamo negando un futuro. Perché questa è essenzialmente una storia di creature.

In italiano il termine creatura indica nella sua prima accezione “ogni cosa creata”, e in particolare “ogni essere vivente”, mentre il napoletano sceglie di definire con questa parola, tra tutti gli esseri viventi, il bambino indipendentemente dal sesso, dalla provenienza geografica, dalla religione.

’A criatura, ’e criature nella loro essenza, nella loro purezza. E creature sono Han – il ragazzino cinese protagonista di questo romanzo – l’ucraino Dimitri, il  senegalese Ismail, l’italiana Nina e suo cugino, lo spietato Gemello. Si ritrovano a vivere sotto lo stesso tetto, figli di nessuno – non a caso chiamati i “fantasmini” –e finiranno l’uno contro l’altro, manipolati dagli adulti, in una scena di massacro totale, anch’essa ispirata a un fatto di cronaca.

È un romanzo che non fa sconti, dalle tinte nere, il racconto di un sottosuolo in cui si muovono esistenze che vivono al di là del bene e del male: quelle dei “ragazzi di vita” del terzo millennio.

Ma che non dimentica la possibilità di una redenzione nella tenerezza e nella forza dell’amicizia.


 

Chi è Massimiliano Virgilio

Massimiliano Virgilio

Massimiliano Virgilio è nato nel 1979 a Napoli.

Ha pubblicato Più male che altro (Rizzoli, 2008), Porno ogni giorno. Viaggio nei corpi di Napoli (Laterza, 2009), Arredo casa e poi m’impicco (Rizzoli, 2014), L’americano (2017), Le creature (Rizzoli, 2020) e ha curato l’antologia Scrittori Fantasma (Elliot, 2013). Collabora con il Corriere del Mezzogiorno e Rai Radio3, ed è responsabile dell’area cultura di Fanpage.it.

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Redazione BookToBook

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