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3 ragioni per leggere Notizie che non lo erano, di Luca Sofri

Le notizie false corrono più veloci di quelle vere e la pratica del giornalismo diventa sempre più complessa, indefinita. Di chi possiamo ancora fidarci? Luca Sofri, giornalista e fondatore del «Post», ha passato anni a smontare bufale. Ci sono più di tre buone ragioni per leggere Notizie che non lo erano: chi ben comincia è a metà dell’opera.

1. Per riflettere sullo stato della nostra informazione e imparare a costruire una bussola personale per distinguere il vero dal falso in un mondo sempre più complesso (e la cui complessità è destinata ad aumentare).

2. Per ribaltare il mito del web come fucina di leggende metropolitane: oggi è la rete a testare la veridicità delle notizie, mentre i falsi giornalistici sono quasi sempre il risultato di errori o leggerezze compiuti dai media tradizionali, che troppo spesso rinunciano al ruolo di filtro e alla propria funzione di controllo.

3. Per imparare a disinnescare le notizie false, soprattutto quando sono ben stampate, o divertenti: bisogna essere abili, consapevoli di doverci arrangiare dosando bene una sana diffidenza. Le notizie che Sofri smonta in questo libro sono un buon punto di partenza per allenare lo spirito critico.

«Il punto non sono gli errori, che capitano: è che se non stai attento capitano più spesso.»