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3 ragioni per leggere Dimentica il mio nome, di Zerocalcare

Quando l’ultimo pezzo della sua infanzia se ne va, Zerocalcare scopre cose sulla propria famiglia che non aveva mai neanche lontanamente sospettato. Diviso tra il rassicurante torpore dell’innocenza giovanile e l’incapacità di sfuggire al controllo sempre più opprimente della società, dovrà capire da dove viene veramente, prima di rendersi conto di dove sta andando. Dimentica il mio nome dovrebbero leggerlo tutti, non solo gli appassionati di fumetto. Ma perché?

1. Perché Dimentica il mio nome è entrato nella selezione dei 12 semi-finalisti candidati all’edizione 2015 del Premio Strega, confermando al graphic novel il riconoscimento di un valore letterario, oltre che artistico. Da leggere prima del 5 giugno (quando si voterà la cinquina dei finalisti).

2. Perché è stato indicato anche come vincitore del sondaggio per il “libro dell’anno 2014” della popolare trasmissione radiofonica Fahrenheit, in onda su Rai Radio 3 e dedicata alla letteratura. E se un libro a fumetti si aggiudica anche questo premio, votato dagli ascoltatori e non da una giuria di esperti, bisognerebbe cercare di scoprirne la ragione, che ne pensi?

3. Perché è un libro che parla di – e anche a – tutti i giovani dei tardi anni Ottanta: «Quell’inferno in cui siamo cresciuti. L’epoca buia della civiltà. Il basso Medioevo della modernità».

«Perché mo’ tu vedi i ragazzini che crescono con Peppa Pig e pensi che pure un coniglio albino gli può fare le prepotenze.»