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Capire davvero Milano in 5 libri

Capitale morale, centro della cultura, cuore dell’economia del Paese e sede dell’Expo 2015: Milano è una città amata da molti e odiata da altrettanti, ma di cui è difficile, anche per il più spietato dei detrattori, negare l’importanza. Ti consigliamo 5 libri per provare a cambiare idea sulla città, o per riconfermarla.

Una redazione che prepara un quotidiano destinato, più che all’informazione, al ricatto, alla macchina del fango, a bassi servizi per il suo editore. Un redattore paranoico che, aggirandosi per una Milano allucinata (o allucinato per una Milano normale), ricostruisce la storia di cinquant’anni sullo sfondo di un piano sulfureo costruito intorno al cadavere putrefatto di uno pseudo Mussolini. E nell’ombra Gladio, la P2, l’assassinio di papa Luciani, il colpo di Stato di Junio Valerio Borghese, la Cia, i terroristi rossi manovrati dagli uffici affari riservati, vent’ anni di stragi e di depistaggi, un insieme di fatti inspiegabili che paiono inventati sino a che una trasmissione della BBC non prova che sono veri, o almeno che sono ormai confessati dai loro autori. Da leggere: Numero zero, di Umberto Eco.

Milano nei primi anni del Duemila è una città che sta cambiando. Tra i sotterranei della Stazione Centrale, le strade di Ticinese, attorno alle banche nascoste all’ombra del Duomo, lungo le strade di periferia di Quarto Oggiaro, tra le tante e diverse “piazze affari”, qui si incontrano e scontrano magistrati e malavitosi, modelle e assassini, spacciatori e forze dell’ordine. Tre racconti, tre casi mozzafiato per l’ispettore Francesco Bagni, uomo ruvido e disincantato che non ha perso ancora la speranza di poter amare. Colaprico dipinge una Milano noir decadente e affascinante, spezzata tra un passato borghese e benestante e una criminalità sempre più organizzata e letale, ormai penetrata nella pancia della città. Da leggere: Trilogia della città di M., di Piero Colaprico.

È un romanzo, ampiamente autobiografico, che vede il protagonista lasciare la provincia e con essa la moglie e il figlioletto per andare a vivere a Milano. L’intento iniziale è far saltare un grattacielo, per vendicare i minatori morti in un incidente causato dalla scarsa sicurezza sul lavoro (il riferimento è all’incidente alla miniera di Ribolla del 1954, in cui persero la vita quarantatré minatori). Ma il protagonista vive in perenne bilico fra voglia di far esplodere il sistema e desiderio di esserne riconosciuto… A cinquant’anni dalla prima pubblicazione nel 1962, La vita agra resta uno sguardo sulle conseguenze umane e sociali del boom economico italiano, ricco di una scrittura irrequieta, precisa, impossibile da imbrigliare. Da leggere: La vita agra, di Luciano Bianciardi.

Gli anni Sessanta, via Solferino, i locali fumosi del Brenta, tra Mina e Montale, Montanelli e Fellini: questo libro è ambientato in una Milano non ancora da bere, ma già locomotiva del boom economico e insieme incubatrice di tutto quello che diventerà negli anni successivi il nostro Paese. Da leggere: Volevo tutto, di Andrea Gentile.

È diventato sindaco nella primavera del 2011, il suo libro scava nell’essenza della milanesità, in un viaggio tra le profonde trasformazioni subite negli ultimi anni e gli elementi di coerenza che contraddistinguono la città e l’hanno portata a una sfida da non perdere: quella di EXPO. Da leggere: Milano città aperta, di Giuliano Pisapia.