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Consigli per costruire una società felice

Che Buddha fosse una persona concreta lo avresti mai detto?

Magari tu no ma Stefano Bettera sì.

Quando trent’anni fa si è avvicinato agli insegnamenti del Buddha lo ha fatto con lo sguardo del bambino curioso e anticonformista che da sempre lo accompagna.

È stato così che a un tratto la sua irrequietezza infantile, il suo disagio di adolescente e di giovane uomo, prima studente poi giornalista, hanno trovato un felice sbocco negli stimoli del pensiero del Gotama.

 

Stefano Bettera racconta il suo Buddha

Il Buddha era una persona concreta vuole essere un inno alla libertà e alla gioia e il tentativo di creare un ponte tra diverse saggezze e tra i pensatori che le hanno incarnate.

A Oriente e a Occidente.

Perciò ho provato a mettere “allo stesso tavolo” uomini, a partire da Gotama, il Buddha, apparentemente distanti, in realtà molto simili per rintracciare gli elementi di attualità che possono parlare a noi oggi. Senza pregiudizi o scorciatoie.

Il viaggio inizia infatti dall’India di duemilacinquecento anni per giungere in Grecia, da Gotama ad Epicuro e Socrate, fino ai nostri giorni, a Woodstock o all’ironia di Woody Allen, a Nietzsche a Camus e tanti altri.

Ma non siamo di fronte a un altro saggio sul buddhismo o sulla filosofia ma al racconto e alla testimonianza di una storia, di un percorso umano, con una sua “colonna sonora” di canzoni, film, poesie e costellata di episodi e personaggi che ho incontrato nella mia vita e alle cui saggezze mi sono ispirato.

Il Buddha era una persona concreta è, soprattutto, la ricerca di una strada per vivere una vita più equilibrata, felice, una vita filosofica!

Non il solito saggio filosofico su Buddha

Non poteva che avere un taglio narrativo: l’aspetto della concretezza non è solo una scelta ma la convinzione profonda che se questi insegnamenti non sono calati nella realtà, nell’esperienza di ciascuno di noi, se non vengono raccontati in modo che possano essere compresi e vissuti, sono come dei quadri imponenti appesi alla parete ma avranno ben poco effetto sulla capacità di trasformarci.

In queste pagine mostro come per molti pensatori del passato e del presente la felicità è un obiettivo possibile e la saggezza che ci aiuta a raggiungerla non è astratta, non è solo pensiero.

Ma è profondamente radicata nell’esperienza.

Nel libro parlo appunto di vita, una vita specifica, la mia. E parto da lì.

Da un certo punto di vista è anche un libro impegnato perché o queste saggezze ci aiutano a fiorire davvero come esseri umani o restano belle idee.

Il Buddha, inizia la sua strada con un gesto di ribellione radicale contro la società dove è cresciuto e la sofferenza che affligge gli uomini.

Egli sceglie di affermare la preziosità della vita contro tutto ciò che ci fa morire quando siamo ancora su questa terra.

Gli uomini saggi con cui dialogo nel mio libro hanno avuto tutti un unico fine: mettere l’essere umano in condizioni di vivere pienamente la sua esperienza, con il suo bisogno di dignità, di amore e ascolto.

Questo può avvenire se concediamo alla consapevolezza di guidare le nostre azioni.

Se riusciamo così a prenderci cura della fragilità nostra e del mondo.

Soprattutto in questi tempi in cui l’emergenza climatica sta mettendo in discussione non solo il nostro stile di vita ma addirittura la sopravvivenza del pianeta.

Più riusciamo ad aumentare le occasioni in cui siamo disposti a dire si alla vita, a ciò che ci vuole così come siamo più comprendiamo qual è la strada per diventare davvero ciò che siamo e per creare la condizioni perché tutti possano esserlo.

Più autentici, consapevoli e felici.