Blankets e Talking at night: due storie alla scoperta dell’amore e di sé

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Redazione BookToBook
03 Ago 2023

La meraviglia della scoperta dell’amore, l’avventura della crescita, i dubbi esistenziali che l’adolescenza ti appiccica addosso senza che tu lo voglia, la timidezza e l’urgenza dei primi baci, le fragilità, l’attrazione della trasgressione e i sensi di colpa, il chiedersi “chi sono io?”, “che cos’è l’amore?”. Potremmo andare avanti all’infinito così, rimembrando le nostre prime esperienze amorose cariche di aspettative e di delusioni – indelebili entrambi, ce le ricordiamo benissimo – così plastiche nella forma che occupano nella nostra memoria di ragazza, di ragazzo alle prese con quel processo di crescita che in letteratura siamo soliti chiamare romanzo di formazione. Un genere intramontabile, declinabile in infinite narrazioni quanto infinite sono le rappresentazioni della giovinezza e dell’amore a ogni età e a ogni latitudine.

Blankets di Craig Thompson è un capolavoro seminale

Nel 2003 Craig Thompson, uno dei più grandi autori moderni di graphic novel, realizzò una delle più intense rappresentazioni dell’adolescenza, Blankets, che Rizzoli Lizard, in occasione dei vent’anni dalla prima pubblicazione, riporta in libreria in un’edizione speciale, con un ringraziamento al pubblico italiano e un dietro le quinte di oltre quaranta pagine in cui Thompson, tra ricordi personali e bozzetti inediti, rivela la genesi di un capolavoro seminale e, attraverso una selezione di schizzi preparatori (alcuni in lingua originale), mostra il making of delle sequenze più memorabili.

Blankets – Edizione 20° anniversario

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Tradotto in quasi venti lingue (in Italia da Claudia Manzolelli), Blankets è un longseller pluripremiato che continua a parlare a generazioni di lettrici e lettori in tutto il mondo.

«Ho scritto e disegnato questo libro vent’anni fa, quasi come un diario segreto», spiega Craig Thompson tra le pagine della nuova edizione Rizzoli Lizard. «Il fumetto era sempre stato una pura esplosione di fantasia, ma io volevo fare un libro lungo, silenzioso, intimo, quasi ordinario, un’opera in cui la trama cedesse il posto al racconto di una semplice esperienza umana». Iniziò a disegnarne i primi schizzi sui suoi taccuini nell’ottobre del 1997, a ventidue anni, appena dopo essersi trasferito dal profondo Midwest rurale in cui era cresciuto a Portland, in Oregon. «Avevo detto addio al mio Wisconsin», scrive Thompson raccontando la nascita dell’opera che lo rese famoso, «ma non alla nostalgia per gli amori e gli inverni che mi ero lasciato alle spalle».

Blankets è il racconto autobiografico di un bambino cresciuto in una famiglia operaia dalla rigida educazione cristiana; «la sera pensavo a un modo per scappare di casa», si legge nelle strisce iniziali del fumetto. «Facevo una lista delle cose da fare: rubare provviste dalla dispensa, infilare i vestiti nello zaino…» fino alla scoperta di una via di fuga più facile: «Volevo sognare». E c’era un altro modo per fuggire dalla realtà, «stavolta insieme a mio fratello: il disegno».

L’infanzia, la famiglia e i fratelli, il primo amore, la sessualità e la spiritualità sono temi centrali in Blankets, tra le cui pagine si respirano tutte le contraddizioni di un’educazione intrisa di dogmi religiosi, di sensi di colpa, di timore di Dio. «La centralità della religione cristiana nella mia infanzia è ciò che ho affrontato con più riluttanza, ma poi la caduta della fede è diventato uno dei punti cruciali della narrazione», spiega Craig Thompson nell’intervista di Lara Crinò per le pagine di “Robinson – la Repubblica”.

Sarà alle superiori, al campo invernale con la parrocchia, che Craig, ragazzo introverso sbeffeggiato dai bulli, emarginato tra gli emarginati, incontrerà l’amore, romantico e delicato, poetico e innocente, fatto di bigliettini e pulsioni e desideri timidi, rappresentazione vitale e fulminea di una nuova e definitiva consapevolezza di sé: «Di ritorno dal campo invernale, Raina scrisse per prima, e la sua lettera risvegliò la mia fiducia nei segni tracciati sulla carta».

Craig Thompson a Lucca Comics 2023

Così ci incanta da vent’anni a questa parte l’amore raccontato da Craig Thompson, che tornerà in Italia il prossimo novembre ospite  di Lucca Comics & Games. «Proprio una ventina d’anni fa, visitai l’Italia per la prima volta. Era l’edizione 2004 del Festival di Lucca e l’entusiasmo del pubblico fu travolgente, nacquero anche delle amicizie che durano tuttora», ricorda Thompson nell’introduzione alla nuova edizione italiana di Blankets, che sarà portato per la prima volta sul palcoscenico del Graphic Novel Theatre, nell’adattamento teatrale firmato dal regista Francesco Niccolini. Il debutto, in programma mercoledì primo novembre al Teatro del Giglio, sarà accompagnato nel foyer da una mostra di tavole originali tratte dall’opera.

@rizzolilibri A vent’anni dalla sua prima pubblicazione, “Blankets” resta un graphic novel seminale. C’è un prima e un dopo “Blankets”. #booktok #booktokitalia #graphicnovel #comics #blankets #craigthompson #foryoupage ♬ suono originale – Rizzoli

«Le storie di “coming of age”, o di educazione sentimentale, funzionano sempre moltissimo nei fumetti», scrive il direttore de “il Post”, Luca Sofri, nella prefazione a Blankets. «La scrittura ha una fase infantile e una matura, anche nei grandi scrittori; il disegno le ha entrambe sempre. Sembra perfetto per raccontare di sé quando c’era il tempo da riempire di silenzi, pensieri, e musica».

La toccante storia d’amore di Will e Rosie, protagonisti di Talking at night

D’altronde, la magia della lettura sta proprio in questo: riempire il tempo di silenzi e di pensieri, lasciarsi andare all’amore, fuggevole come l’adolescenza, alle parole che creano suggestioni ed emozioni, alle storie di educazione sentimentale toccanti, dolorose, intense quale è Talking at night. Parlare di notte li salverà, romanzo d’esordio di Claire Daverley, autrice scozzese nata nel 1991, inventrice di storie da quando aveva sei anni, cresciuta tra le biblioteche e la Oxford University dove si è laureata in Fine Art.

Talking at night: un romanzo d’amore e di formazione

In corso di pubblicazione in oltre venti lingue, da poco pubblicato in Italia da Rizzoli (con la traduzione di Lia Celi in collaborazione con Emma Celi Grassilli), Talking at night è la storia di un amore che commuove, che strazia il cuore, che invita a riflettere sulle occasioni che la vita ci offre e sulle perdite che il destino ci infligge. Will e Rosie, i due protagonisti, dovrebbero potersi amare senza ostacoli e senza freni, noi lettori lo avvertiamo subito, fin dalle prime pagine, dai dialoghi e dai silenzi che Claire Daverley mette mirabilmente in scena mentre ci sussurra e ci ricorda che, prima o poi, è la vita stessa a mettersi immancabilmente di traverso.

«Lei allora gli fa un mezzo sorriso, tutto labbra e niente denti. Lui si domanda cosa direbbe se si alzasse dalla sedia, adesso, e premesse la bocca sulla sua.»

Willie e Rosie sono soltanto dei ragazzi ma sembrano già talmente adulti, talmente consapevoli del fatto che sotto la superficie delle cose si nasconde sempre una verità altra che non possiamo né grattar via né tantomeno svelare, una verità con cui bisogna fare i conti, come con la malattia mentale e come con la dipendenza dall’alcol, che corrono lungo le pagine di Talking at nights e di molte altre vite reali. Una verità con cui dovrà fare i conti, inevitabilmente, dolorosamente e inaspettatamente l’amore che travolge Willie e Rosie, che li farà crescere e li terrà uniti seppur distanti l’una dall’altro, divisi dall’ineluttabilità degli eventi.

«Lui non si avventura nella conversazione banale. Non le fa domande sulla scuola o su com’è avere un gemello. Le chiede subito perché fa fatica a dormire, ed è questo che ha effetto; questo è ciò che la conquista e lo colloca nella sua sfera in un modo per il quale non è preparata.»

Non siamo mai preparati all’amore così come al dolore, Willie e Rosie sono l’un per l’altra la persona giusta ma al momento sbagliato, ma come può esserci un tipo d’amore sbagliato? è la domanda con cui, per voce di uno dei personaggi tragici e cruciali di Talking at night, ci interroga Claire Daverley, noi che passiamo la notte a leggere lasciandoci travolgere nel silenzio da questo romanzo di formazione che illumina i dissidi interiori della crescita tanto quanto i rimpianti e i rimorsi della maturità.

Talking at Night

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Non c’è scampo per noi lettrici e lettori che ascoltiamo la musica sofferta suonata al pianoforte da Rosie, che combattiamo insieme a Willie i suoi demoni, che vorremmo essere come loro, vorremmo anche noi salvarci parlando di notte.

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