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Aforismi per avvicinarsi al Festivalfilosofia 2015

Da venerdì 18 a domenica 20 settembre Modena, Carpi e Sassuolo si trasformano in una grande scuola filosofica: quasi 200 appuntamenti fra lezioni magistrali, mostre, concerti, spettacoli e cene filosofiche. Tra i protagonisti troviamo Bodei, Bauman, Cacciari, Galimberti, Recalcati, Rodotà, Augé, Bauman, tutti chiamati a partecipare al tema di quest’anno: ereditare. Per avvicinarti alla tre giorni del Festivalfilosofia, abbiamo raccolto degli aforismi che condensano in poche parole magnifici esempi di scrittura, oltre che teorie su cui riflettere.

 

«La tradizione non si può ereditare.»

T.S. Eliot, Tradizione e talento individuale

 

«L’essere di ciò che siamo è innanzitutto eredità.»

Jacques Derrida, Spettri di Marx

 

«La storia, nella misura in cui è al servizio della vita, non potrà né dovrà mai diventare pura scienza.»

Friedrich Nietzsche, Sull’utilità e il danno della storia per la vita

 

«Appena l’età mi permise di uscire dalla tutela dei miei precettori, abbandonai lo studio delle lettere e presi la decisione di non cercare più altra scienza se non quella che si poteva trovare in me stesso o nel gran libro del mondo.»

Cartesio, Discorso sul metodo

 

«Anche se gli antichi hanno scoperto tutto, ci sarà sempre da provare, conoscere e applicare i beni da loro scoperti.»

Seneca, Lettere a Lucilio

 

«È questo il frutto della vita solitaria: leggere ciò che scrissero gli antichi e scrivere ciò che leggeranno i posteri.»

Francesco Petrarca, De vita solitaria

 

«La durata è l’incessante progredire del passato che intacca l’avvenire e che, progredendo, si accresce.»

Henri Bergson, L’evoluzione creatrice

 

«L’eredità dei padri conquistala per possederla.»

Johann Wolfgang Goethe, Faust

 

«In mezzo a questo continuo fluttuare della sorte il presente ingigantisce: copre il futuro, che si annulla, e gli uomini non vogliono pensare che al giorno dopo.»

Alexis de Tocqueville, La democrazia in America

 

«Il rinnovamento dei governi è il disegno naturale per il quale mutano, decadono e recedono del tutto alla condizione politica originaria.»

Polibio, Storie