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5 film che sono tratti da libri e non l’avresti mai detto

«Il film mi è piaciuto, ma è molto meglio il libro.»

«Ma… ma… come hanno fatto a rovinare un romanzo del genere?»

Ti sarà capitato spesso di pronunciare o ascoltare frasi di questo tipo: il cinema fin dalla sua nascita si è nutrito di letteratura, e capita di frequente che registi inadeguati e produzioni scellerate tradiscano il materiale di partenza, suscitando sdegno e rabbia in chi ama quei libri. Altre volte, invece, il grande schermo restituisce in pieno le atmosfere e le sensazioni delle pagine che abbiamo tanto apprezzato, consentendoci in un certo senso una lettura diversa e arrivando persino a superare le opere da cui sono prese.

Ci sono però anche pellicole insospettabili, che per il genere di appartenenza o per il tono sembrerebbero non avere contatti con la letteratura, e invece nascono da romanzi più o meno sconosciuti. Ecco i 5 film che che sono tratti da un libro e non l’avresti mai detto.

Drive

Il film che ha vinto il premio per la miglior regia al Festival di Cannes 2011 non è certo imperniato sulla sceneggiatura: tra i dialoghi ridotti all’osso e una storia che gioca con gli stereotipi del genere, il valore aggiunto della pellicola sta nelle intuizioni visive di Refn e nel talento recitativo del bel Gosling. Eppure Drive nasce da un romanzo omonimo, pubblicato nel 2005 da James Sallis ed edito in Italia da Giano.

Il petroliere

Paul Thomas Anderson è uno degli autori più originali di Hollywood e solitamente firma anche la sceneggiatura dei suoi film: fanno eccezione l’ultimo Vizio di forma, tratto da Pynchon, e appunto Il petroliere: la riduzione cinematografica delle prime 150 pagine di Petrolio!, romanzo del 1927 firmato da Upton Sinclair. Bravo Anderson a focalizzare il racconto sulla figura del petroliere Plainview, aiutato ovviamnte dalla prova magistrale di Daniel Day Lewis.

Chi ha incastrato Roger Rabbit

La salamoia, Cartoonia, le curve vertiginose di Jessica Rabbit e l’Eddie Valiant di Bob Hoskins: un classico per ragazzi anni Ottanta che sembra basato solo sui riferimenti cinematografici noir e sulle possibilità tecnologiche dell’epoca. E invece anche in questo caso nasce tutto da un romanzo, Who Censored Roger Rabbit di Gary K. Wolf, i cui diritti furono acquistati dalla Disney nel 1981 per farne un lungometraggio.

Rambo

Sylvester Stallone in maglietta che impartisce lezioni di guerriglia agli sprovveduti poliziotti che provano ad arrestarlo, il dramma del Vietnam e dei reduci di guerra a dare profondità alla storia: che la violenza relativamente contenuta (un solo morto ammazzato rispetto agli oltre 200 del quarto e ultimo episodio della saga) sia giustificata dalla matrice letteraria del film, preso da Primo sangue di David Morrell?

Die Hard

Un film tratto da un libro ispirato a sua volta da un film. Per dare vita alle vicende del duro-a-morire per eccellenza, il leggendario John McClane, è servito un salto triplo di questo tipo: lo scrittore Roderick Thorp per il suo Nothing Lasts Forever si è chiaramente ispirato a L’inferno di cristallo, film del 1974 con Paul Newman nei panni che saranno poi indossati da Bruce Willis.