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7 tipi di studenti universitari e la loro Italian life

Dopo quarant’anni vissuti in Italia, lo scrittore e docente universitario inglese Tim Parks conosce gli studenti universitari italiani.

In Italian Life racconta questi ragazzi e tutto il sistema accademico del nostro Paese.

Il suo punto di vista di straniero tra gli studenti universitari italiani gli ha permesso un’analisi senza preconcetti.

Ecco 7 curiose tipologie di studenti universitari italiani:

In quale contesto eccezionale si trovano gli studenti universitari italiani? Solo in Italia puoi ripetere gli esami un’infinità di volte e sei libero di muoverti – lento o veloce – nel piano di studi. Altro unicum: non esistono i campus dove convivere e  la famiglia mantiene un peso enorme.  Questo sistema tutto nostro è all’origine di tipi di studenti molto diversi.

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1. Il collezionista di 30: il genio fuori corso

Lo studente italiano può rifiutare un voto all’esame, dando origine al tipo umano che non accetta meno di un trenta. Sono pochi tra questi quelli che finiscono col dare più di due o tre esami all’anno, gravando per un decennio sul mantenimento di mamma e papà che li iperproteggono. “Così l’infanzia rosea di chi recita la parte del genio adorato e coccolato si estende fino alla soglia dei trent’anni, se non oltre. Ai genitori fa piacere tenere questo figlio sotto la propria ala, all’università, rimandando un promettente futuro e pagando le gravose tasse che gli studenti fuori corso sono tenuti a pagare”.

2. Lo scommettitore: lo studente che sfida la sorte

Un fenomeno comune è lo studente universitario prontissimo alla bocciatura, come si può essere pronti a perdere al gratta e vinci. Tanto potrà ripetere ogni esame senza conseguenze. Cosa fa? “Sfida la sorte a ogni occasione studiando un libro sui tre in programma, magari nelle ventiquattro ore precedenti all’esame, o facendosi prestare gli appunti dall’amico e sfogliandoli distrattamente senza curarsi del voto finale”.

3. L’importante è finire: quello che vivrà altrove

Questo studente si è iscritto all’università solo per far piacere ai genitori che gli daranno un posto di lavoro nell’attività di famiglia. Conseguire il pezzo di carta quanto prima e con una qualsiasi votazione è il suo unico scopo. “Sta timbrando un biglietto. La sua vita è altrove. È solo che il mondo in cui si muove richiede che sia in possesso di una laurea, proprio come richiede un certificato di battesimo e scarpe di buona fattura”.

4. I tattici astuti

Sono gli studenti che “studiano tanto il programma quanto l’insegnante, calcolando, per ogni esame, quanto dovranno impegnarsi per ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo. Hanno capito che l’istruzione consiste nel capire come funziona la società non meno che nell’assimilare nozioni ed equazioni”.

5. I passionari: gli studenti che amano la materia

Li riconosci perché parlano della materia di studio e ne leggono anche su testi fuori programma. Il destino, si sa, è però crudele con gli esseri umani appassionati: “non sempre sono quelli che ottengono i risultati migliori. Magari prendono un trenta e lode in un esame che gli interessa, ma poi rischiano la bocciatura in materie di cui non vedono l’utilità e la pertinenza”. Sono loro a essere sbagliati o i piani di studio dell’università italiana?

6. Geni e masochisti: gli studenti italiani che finiscono prima

Per dimostrare il proprio valore – ai genitori, a se stesso – deve completare la laurea in anticipo. Purtroppo questo riesce soltanto ai masochisti o ai geni.

7. Lo studente italiano che molla all’ultimo

Sono in pochissimi gli studenti italiani a riuscire nei propri intenti di partenza, a qualsiasi categoria sopra raccontata appartengano. Nel nostro Paese è alta la percentuale di chi non termina il corso di studi. “I risultati accademici alterano la propria posizione in famiglia, e la posizione in famiglia è cruciale”. Arrabbiati o delusi, mollano anche a un metro dalla laurea.