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28 . 07 . 2015

Un libro e un film: Il blu è un colore caldo (La vita di Adéle)

«È un privilegio assistere a questa profonda, straziante storia d’amore.» Steven Spielberg

Il blu è un colore caldo è il graphic novel di Julie Maroh, bestseller in Francia e vincitore del premio Fnac al Festival di Angoulême 2011, da cui è stato tratto La vita di Adèle, il film vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes 2013.  Il film è ispirato al graphic novel, certo, ma nella seconda parte se ne distacca, come se la narrazione avesse preso da sé una strada propria e intima, ha spiegato il regista Abdellatif Kechiche.

Trama

Il primo sguardo tra due persone destinate a innamorarsi può essere un evento sconvolgente: una scossa destinata a far tremare le fondamenta di una vita banale, un’esplosione di colore che ravviva un mondo altrimenti grigio. È quello che accade a Clémentine (Adéle nel film), 15 anni, in un pomeriggio qualsiasi, quando una macchia di colore si fa strada verso di lei tra la folla: una testa dai capelli tinti di blu, due occhi della stessa tonalità che per i mesi a venire invaderanno, notte dopo notte, ogni suo sogno. Eppure, la storia di Clémentine non è solo una storia d’amore. È una storia di vergogna, di negazione, di rabbia, di insicurezza: perché il nome della sua ossessione è Emma, e in un mondo intriso di pregiudizi vivere la propria omosessualità alla luce del sole può provocare fratture emotive insanabili, e deviare per sempre il corso di un’ esistenza.

Curiosità

1. Julie Maroh ha collaborato alla produzione del film, entusiasta per l’originalità del regista. Non ha apprezzato, però, le scene di sesso: ritiene che non siano riuscite a cogliere del tutto l’intimità della storia. [IMDb]

2. In scena non erano presenti parrucchieri né truccatori, e alle attrici è stato vietato di truccarsi per gran parte del girato. Entrambe hanno letto la sceneggiatura una volta soltanto: il regista ha preferito un maggior grado di improvvisazione rispetto alla perfetta aderenza al testo.

3. Nel graphic novel il conflitto verso un mondo grigio è espresso dal colore: le tavole sono in bianco e nero ad eccezione del blu dei capelli di Emma. Quando la storia arriva a una svolta, non sarà più solo il blu a colorare il mondo, anche se rimarrà comunque il primo colore, il più bello, e il più caldo.

«Ho chiesto a mia madre di lasciare sulla mia scrivania, per te, ciò che ho di più prezioso: i miei diari. Voglio che sia tu a conservarli: contengono tutti i miei ricordi di adolescente colorati di blu. Blu inchiostro, blu cielo, blu klein, blu ciano, blu oltremare… il blu è diventato un colore caldo. Ti amo, Emma, sei l’amore della mia vita.»

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Redazione BookToBook

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