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04 . 07 . 2015

Questo libro non s’ha da fare: Diario, di Anna Frank

Quella volta che un editore disse no ad Anna Frank

Anna Frank

A volte lapidarie, altre impietose: sono le lettere di rifiuto ai manoscritti dei capolavori della letteratura mondiale, che non sempre sono stati accolti bene dagli editori. Leggerle con il senno di poi e immaginarsi le reazioni di chi li ha avuti tra le mani lasciandoseli sfuggire può essere un esercizio divertente!

«La ragazza non possiede, a mio parere, una speciale percezione o sensibilità che sollevi quel libro al di sopra del livello di curiosità.»

Se Anna Frank e suo padre Otto, che ha rivisto con attenzione e amore le bozze del libro, si fossero lasciati scoraggiare dalle parole di questo editore, oggi non avremmo una testimonianza intensa come quella raccontata attraverso le pagine del Diario. Sì, perché il libro, come successo per Lolita di Nabokov, non ottenne immediatamente il “visto si stampi”: passò per le mani di ben 15 editori che rifiutarono, con scuse diverse, gli scritti della giovane ragazza che nel 1942 fu costretta a diventare una clandestina insieme alla famiglia, per sfuggire alle persecuzioni e ai campi di sterminio nazisti.

Anche una volta trovato l’editore, Contact di Amsterdam che tuttavia chiese di tagliare i passaggi in cui Anna parlava della propria sessualità, l’accoglienza fu piuttosto fredda. Con l’andare del tempo, il pubblico venne a conoscenza dei gravissimi fatti della Shoah, e fu allora che il libro suscitò un vasto interesse. Ebbe svariate traduzioni e pubblicazioni e oggi porta, in oltre 40 Paesi del mondo, la terribile testimonianza dei campi di sterminio nazisti e delle persecuzioni. Per non dimenticare.

 

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Redazione BookToBook

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