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27 . 01 . 2016

3 ragioni per leggere I nomi che diamo alle cose, di Beatrice Masini

Spesso, quando si desidera distrattamente qualcosa, si finisce per ottenerlo senza sapere che farsene.

Il nome che diamo alle cose

Editor, traduttrice, scrittrice: non solo e non necessariamente in quest’ordine. Ti sfidiamo a starle dietro, lettore. Beatrice Masini potresti conoscerla per mille ragioni, ma siamo sicuri che tutte avranno a che fare con i libri. Quelli per ragazzi, certo, ma se sei attento non ti sarà sfuggito il suo primo romanzo per adulti, Tentativi di botanica degli affetti (2013), vincitore – tra gli altri riconoscimenti – del Premio Selezione Campiello 2013. È in libreria il suo nuovo libro, I nomi che diamo alle cose: scopri la trama e le prime pagine, e se ti serve qualche idea in più ecco tre ragioni per cui dovresti leggerlo.

L’importanza delle parole

«Più il tempo passa più mi piacciono le parole semplici, elementari, lisce come sassi su una riva. Bello, buono, pane, cielo, bene, male, cosa. Ci vuole coraggio, suppongo, a farne uso.» Sono le parole che Iride Bandini, celebre autrice per ragazzi, ha lasciato scritte in alcune pagine ritrovate dopo la sua morte. Potremmo parlare di lei e degli altri personaggi del romanzo spiegando chi sono e perché si incontrano: ci sono madri buone e figli cattivi (o viceversa), fantasmi, cani e fiabe inedite ritrovate. Ma su tutto ci sono le parole, quelle che si scelgono per definire cosa si fa, e il peso da dargli.

L’incipit e il “finale stupendo”

«Se tutte le persone intelligenti fossero anche buone, il mondo sarebbe un posto migliore.» Così dice un personaggio all’inizio del libro, e un altro, sul finale, chiude il cerchio: «Se tutte le persone intelligenti fossero anche buone il mondo sarebbe un posto magnifico. Non so se vale il viceversa. Chi possiede un’acuta intelligenza di solito la usa a suo vantaggio; chi è buono va verso gli altri, perché essere buoni per se stessi non ha senso. Si ha bisogno degli altri per essere buoni. Per essere intelligenti no.» È un “finale stupendo” (anzi, un FINALE STUPENDO), ma perché? Va scoperto leggendo.

Consigli di lettura

Ma come: sei qui per capire se potrebbe piacerti questo romanzo e già ti parliamo di altre possibili letture? Succede, con i buoni libri: aprono finestre inaspettate. Decidi tu: seguirai la traccia quasi esplicita – hai notato le tante citazioni che aprono le parti del libro? – oppure ti perderai nelle parole dei personaggi, che nascondono riferimenti letterari tra un pensiero e l’altro? Intanto lasciamo qui i nomi di alcune autrici: Margaret Drabble, Penelope Mortimer, Jeanette Winterson, per cominciare. I titoli? Vanno scoperti. L’abbiamo detto che la traccia era quasi esplicita.

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Redazione BookToBook

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